Una nuova pronuncia in tema di consenso informato e di tutela del diritto all’autodeterminazione del paziente.

In materia di consenso informato, la suprema Corte di cassazione ha precisato i seguenti princìpi: 1) non può esservi un consenso tacito per facta concludentia; 2) la qualità personale del soggetto da informare (nella specie, medico) non fa venire meno l’obbligo di informazione; 3) l’onere della prova con riguardo all’avvenuta illustrazione delle possibili conseguenze dannose della terapia spetta al medico, una volta dedotto dal paziente il relativo inadempimento. [Cass. 27 novembre 2012, n. 20984]

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Spese di lite: applicabili le vecchie tariffe forensi per la liquidazione di attività processuali concluse prima dell’entrata in vigore del d.m. 140/2012.

La terza sezione della Cassazione ha stabilito (con la sentenza n. 23318 del 18 dicembre 2012) che quando il giudice debba procedere alla liquidazione delle spese “ora per allora” – in riferimento ad un’attività processuale conclusa nella vigenza del d.m. n. 127 del 2004 e prima dell’entrata in vigore del d.m. n. 140 del 2012 – la liquidazione va compiuta alla luce delle vecchie tariffe, senza che sia possibile applicare i nuovi parametri (principio enunciato in un caso di cassazione con decisione nel merito).

La Cassazione delinea i limiti di validità degli accordi prematrimoniali volti a regolare alcuni aspetti patrimoniali del rapporto tra i coniugi in caso di divorzio.

La prima sezione civile  della Cassazione ha ritenuto valido l’impegno negoziale assunto dai nubendi in caso di “fallimento” del matrimonio, qualificandolo non come accordo prematrimoniale in vista del divorzio, ma come contratto atipico con condizione sospensiva lecita, espressione dell’autonomia negoziale dei coniugi diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela, ai sensi dell’art. 1322, secondo comma c.c. [Cass. 23 dicembre 2012, n. 23713]

Ammissibile il rilievo d’ufficio della nullità contrattuale nel corso di un giudizio di risoluzione per inadempimento.

Il giudice del merito ha il potere di rilevare, dai fatti allegati e provati o emergenti ex actis, ogni forma di nullità non soggetta a regime speciale e, provocato il contraddittorio sulla questione, deve rigettare la domanda di risoluzione, volta ad invocare la forza del contratto. Pronuncerà con efficacia idonea al giudicato sulla questione di nullità ove, anche a seguito di rimessione in termini, sia stata proposta la relativa domanda. Nell’uno e nell’altro caso dovrà disporre, se richiesto, le restituzioni. [Cass. s.u. 4 settembre 2012, n. 14828]

Ineseguibilità in forma specifica del patto di trasformazione di un s.a.s. in s.r.l.

La Cassazione ha recentemente stabilito che il contratto preliminare di trasformazione di una società in accomandita semplice in società a responsabilità limitata, stipulato tra i soci, è insuscettibile di esecuzione in forma specifica ai sensi dell’art. 2932 cod. civ., in quanto esso prelude non ad un contratto definitivo, ma ad un atto unilaterale interno all’organismo societario, e, pertanto, il giudice sarebbe chiamato non già a decidere sul contrasto tra le parti, ma a sostituirsi alla stessa decisione interna societaria e all’indefettibile procedimento di cui agli art. 2500 e 2500 ter cod. civ. [Cass. 2 agosto 2012, n. 13904]

Limiti di ammissibilità dell’azione di disconoscimento della paternità in caso di inseminazione artificiale eterologa.

La norma di cui all’art. 235 cod. civ., la quale regola l’azione di disconoscimento di paternità, si applica anche alla filiazione derivante da inseminazione artificiale eterologa, con riguardo alla domanda proposta dal figlio, nonché, per quanto attiene all’azione del coniuge, nelle ipotesi in cui questi non abbia prestato, neppure implicitamente, il proprio consenso alla fecondazione. [Cass.11 luglio 2012, n. 11644]

L’opposizione in sede di distribuzione del ricavato non è soggetta alla sospensione feriale dei termini.

Le sezioni unite della Cassazione (sentenza n. 10617 del 6 maggio 2010) hanno stabilito che la sospensione feriale dei termini processuali non si applichi alle opposizioni relative alla distribuzione della somma ricavata in sede di esecuzione forzata proposte ai sensi del previgente art. 512 cod. proc. civ., in considerazione dell’identità strutturale e funzionale di tale procedimento con l’opposizione all’esecuzione, espressamente esclusa dal regime della sospensione dei termini feriali ex art. 92 r.d. n. 12 del 1941. A sostegno dell’orientamento prescelto, la Corte ha sottolineato la coerenza della scelta interpretativa con la nuova formulazione dell’art. 512 cod. proc. civ. e con il canone costituzionale della ragionevole durata del processo, producendo anche le opposizioni in sede distributiva una considerevole dilatazione dei tempi di attuazione del soddisfacimento dei creditori.