Archivi categoria: Persone, famiglia e successioni.

La Cassazione delinea i limiti di validità degli accordi prematrimoniali volti a regolare alcuni aspetti patrimoniali del rapporto tra i coniugi in caso di divorzio.

La prima sezione civile  della Cassazione ha ritenuto valido l’impegno negoziale assunto dai nubendi in caso di “fallimento” del matrimonio, qualificandolo non come accordo prematrimoniale in vista del divorzio, ma come contratto atipico con condizione sospensiva lecita, espressione dell’autonomia negoziale dei coniugi diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela, ai sensi dell’art. 1322, secondo comma c.c. [Cass. 23 dicembre 2012, n. 23713]

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Limiti di ammissibilità dell’azione di disconoscimento della paternità in caso di inseminazione artificiale eterologa.

La norma di cui all’art. 235 cod. civ., la quale regola l’azione di disconoscimento di paternità, si applica anche alla filiazione derivante da inseminazione artificiale eterologa, con riguardo alla domanda proposta dal figlio, nonché, per quanto attiene all’azione del coniuge, nelle ipotesi in cui questi non abbia prestato, neppure implicitamente, il proprio consenso alla fecondazione. [Cass.11 luglio 2012, n. 11644]

Ammissibile la domanda di divisione della comunione tra coniugi anche prima che la sentenza di separazione personale sia passata in giudicato.

La prima sezione della Corte di cassazione, con la sentenza del 26 febbraio 2010, n. 4757, ha stabilito – modificando la sua precedente giurisprudenza – che il passaggio in giudicato della sentenza di separazione personale tra i coniugi (o, in alternativa, l’omologazione dell’accordo di separazione consensuale) non è un presupposto processuale dell’azione di divisione dei beni tra loro in comunione, ma solo una condizione dell’azione. In altre parole, dunque, ciascun coniuge potrà promuovere il giudizio di divisione anche prima del passaggio in giudicato della sentenza di separazione, giacché tale condizione (l’avvenuto formarsi della cosa giudicata) deve precedere il provvedimento di divisione e non la proposizione della relativa domanda.